La storia

IL RIFUGIO ANTONIO CURO’ AL BARBELLINO

ESE44Nell’assemblea del 1885 i soci della Sezione di Bergamo del CAI decisero di costruire un rifugio alla Forcella del Barbellino che fu inaugurato il 9 maggio 1886  e, nonostante le resistenze dell’interessato, dedicato ad Antonio Curò fondatore e presidente della Sezione.
Il rifugio prese quindi il nome di “Rifugio Curò al Barbellino”.
Il locale di appena 15 metri quadrati utili e dotato di un arredamento essenziale, fu il primo edificio ad essere costruito per essere un rifugio alpino, i precedenti erano vecchie baite riadattate.
Nell’assemblea del 1895 constatata l’insufficienza del rifugio a fronteggiare il sempre crescente afflusso di alpinisti, si decideva di costruirne uno nuovo nei pressi del vecchio.
Il 10 maggio del 1896 veniva inaugurato alla presenza della stampa nazionale e di rappresentanze delle principali sezioni del CAI e dei Club Alpini Svizzero e Tedesco il nuovo rifugio di circa 60 metri quadrati utili sempre denominato “Rifugio Antonio Curò al Barbellino”.
Nel 1914 veniva soprelevato di un piano e per il periodo della guerra 1915/18 veniva requisito dall’autorità militare.
Nel 1919, tornato nella disponibilità del C.A.I., veniva rimodernato e dotato di illuminazione ad acetilene trasformata in illuminazione elettrica alla fine dei lavori di costruzione della diga del Barbellino, venendo così ad essere il primo rifugio alpino dotato di illuminazione elettrica.
Nel 1931 veniva aggiunta una veranda refettorio sul lato verso la mulattiera da Valbondione e nel 1939 veniva costruito al posto della veranda un corpo di fabbrica di due piani più mansarda che fa assumere alla costruzione la forma che ha mantenuto fino alla attuale ristrutturazione.
In vista del centenario della Sezione e considerata l’insufficienza dello stabile a soddisfare le sempre crescenti richieste nonostante le numerose ristrutturazioni, la Sezione decise di costruire il nuovo rifugio Curò sulle rive del lago artificiale del Barbellino. Inaugurato il nuovo rifugio la vecchia costruzione rimase come struttura di supporto al nuovo, sottoposta ai soli lavori di manutenzione indispensabili e comunemente chiamata “il vecchio Curò”.
Ciò fino alla decisione di trasformarla in Ostello e farle assumere l’aspetto che oggi possiamo ammirare.
C.A.I. Sezione di Bergamo
 
Foto di inizio ristrutturazione a maggio 2012

 
foto ristrutturazione a novembre 2012